Dal Teatro all'improvviso allo Psicodramma
Come dal Teatro all'improvviso risultò il primo Psicodramma, ce lo descrive Moreno nella storia dell'attrice «Barbara»: «Avevamo una giovane attrice che aveva particolarmente successo nei ruoli di sante, eroine e delicate creature romantiche.' Uno dei suoi ammiratori era un giovane poeta teatrale, il quale non mancava a nessuno degli spettacoli di lei. Lei si innamorò di lui e si sposarono. Tuttavia lei rimane la nostra attrice principale e lui, per così dire, il nostro spettatore principale. Un giorno lui venne da me molto depresso e dichiarò che la sua vita matrimoniale era insostenibile. Sua moglie, che tutti consideravano un angelo, sola con lui era tutt'altro. Non si controllava in nessun modo, era litigiosa ed usava le espressioni più volgari. E quando lui arrabbiato la rimproverava, lei diventava persino manesca.
Lo invitai a venire la sera stessa a teatro avendo un'idea di come potesse apportare aiuto sia a lui che a lei. Quando l'attrice apparve le dissi che aveva impressione che al pubblico dovesse offrire infine qualcosa di diverso, che non doveva fissarsi unilateralmente nei ruoli di donne ammirevoli. Lei accolse entusiasta la proposta ed improvvisò una scena nella quale recitava una prostituta.
Creò il ruolo con una tale autentica volgarità che lei non era più riconoscibile. Il pubblico era affascinato, il successo enorme. Suo marito comprese immediatamente che questa era terapia e mi teneva giornalmente informato. Dopo alcuni giorni mi disse: "È avvenuto un mutamento, è ancora presa dalle sue esplosioni di rabbia, ma queste hanno perso l'intensità. Sono di più breve durata e a volte improvvisamente sorride quando si ricorda di scene simili che recita sul palcoscenico. E io rido con lei per lo stesso motivo: è come se ci vedessimo reciprocamente in uno specchio psicologico. A volte comincia persino a ridere prima di essere presa da questi attacchi, perché sa esattamente come si svolgeranno. In certe circostanze si esalta ancora di questi eccessi, ma in forma molto più debole di prima "Era una catarsi che scaturiva dal riso e dall'umorismo. Io continuai
il trattamento affidandole dei ruoli che erano accuratamente adeguati alle sue personali situazioni di conflitto. Suo marito mi diceva d'avere acquisito, per mezzo delle scene che le facevo recitare, una migliore comprensione nei riguardi di lei e di essere diventato più paziente nei suoi riguardi.
Domandai, poi una sera, ad entrambi se fossero disposti a recitare assieme e cominciare una sorta di terapia infraumana. Loro si dichiararono d'accordo e i loro dialoghi improvvisati, che sempre più assomigliavano alle loro private scene famigliari, divennero parte integrante dei nostri spettacoli.
La famiglia di lei e di lui, scene della loro infanzia, i loro sogni e piani del futuro, tutto venne raffigurato. Dopo ogni rappresentazione alcuni spettatori mi cercavano per dirmi che le rappresentazioni di questa coppia li avevano colpiti profondamente, più di qualsiasi altra rappresentazione precedente... Alcune settimane dopo mi trovai solo coi due nel nostro teatro all'improvviso. Io analizzai lo sviluppo del loro psicodramma in base alle scene che loro avevano recitato e spiegai come mai ora i loro conflitti si fossero superati».
Lo psico-dramma - per definirlo in base a questo esempio - cerca dunque di utilizzare la catarsi aristotelica, che può divenire attiva in ogni azione drammatica, per scopi terapeutici. Moreno osserva che, paradossalmente, attori inibiti nella psicodrammatica riproduzione della loro vita privata sono come dei dilettanti. È una sua ipotesi che la vita privata dell'attore si frammischia con i svariati ruoli che questi nel corso della sua vita interpreta. E vero che «lo studio dei ruoli» può essere importante per lo sviluppo del carattere, per «l'auto-realizzazione» di una persona -serve nel quadro della «terapia di gruppo» /soprattutto alla comunicazione ed all'addestramento (specialmente nell'industria). In che misura Moreno influì sulla formazione del «Group Theatre» e dell'«Actor's Studio» di Lee Strasberg, non è ancora stato indagato, è noto però che Elia Kazan utilizzò più tardi il metodo dello psicodramma dell'Actor's Studio. Una connessione con Stanislawski è apparente: ma mentre Stanislawski usa l'improvvisazione dell'attore ai fini della perfezione della interpretazione, Moreno è abbastanza coerente nel rifiutare la perfezione ed accogliere nel suo programma l'imperfezione. È da tenere presente questa differenza: Moreno non intende attivare le forze creative nell'attore, ma risvegliare in ognuno i latenti talenti artistici. La scoperta di Moreno consiste nel dar libero sfogo alla spontaneità che scaturisce grazie all'azione scenica. A Moreno non importa la grande personalità singola ma il gruppo, cioè: la personalità del singolo nel gruppo. La vecchia saggezza scespiriana: «Tutto il mondo è teatro», viene trasformata in una «psichiatria scespiriana», resa fruttifera nello psicodramma.
Lo psicodramma è l'attualizzazione così del passato come del futuro, il tutto fissato nel presente. Lo spazio come spazio scenico concede una concreta libertà dell'azione. La condizione principale per una Scena-psichica è l'esatta e topografica collocazione del luogo.
Psicodramma, happening, Mitjspiel (Partecipazione al gioco)
Rappresentare sé stessi in un ambiente che riproduca esattamente la realtà: questo è un principio dello psicodramma che differisce da qualsiasi altra forma artistica - tuttavia rivela una certa affinità con i procedimenti contemporanei usati nell'arte in genere. L'importanza dell'«environment» viene per esempio, formulata nel campo della pittura, fra gli altri da Allan Kaprow - il creatore dell'happening -. Qui è da osservare che lo psicodramma non ha niente ma proprio niente da fare con l'happening, per quanto nelle sue forme volgarizzate possa essere scambiato con questo - come, per esempio, uno spettacolo psico-musicale che venne organizzato dagli studenti della Residence Universitaire d'Anthony (1959) fu più tardi considerato un happening. In opposizione alla anarchica amorfa teatralità che nell'happening fu montata sino a divenire una follia di moda, lo psicodramma ha per obiettivo una autentica costruzione di forma, una creativa autorealizzazione nel «gioco», una strutturazione dello spazio, una realizzazione dei rapporti umani nell'azione scenica. Nell'happening singoli individui si atteggiano in modo autosufficiente: poiché non si arriva a realizzare alcuna forma è anche impossibile una vera partecipazione di un gruppo di invitati: ognuno viene abbandonato a sé stesso e si comporta a suo piacimento. Sì, si può dire che la mancanza di rapporti è la caratteristica dominante dell'happening, mentre lo psicodramma ha per tema proprio il rapporto del singolo col gruppo.
Alcuni avvenimenti che sono paragonabili allo psicodramma o più precisamente al sociodramma, accaddero durante i «Mitspiele» (partecipazione al gioco) che ebbero luogo a Ulm, Heidelberg, Nürnberg: tra il pubblico si arrivò a discussioni, contrasti, liti. Con gli attori si dibatté «parola contro parola». Gli attori si riunirono - da quel momento in poi, quando cominciò la libera improvvisazione - più stretti in un «ensemble», cioè in un gruppo. Se soprattutto, per i partecipanti del gruppo, nell'improvvisazione poteva essere stabilita una morale, allora, era quella dell'essere dipendenti gli uni dagli altri: gli attori dovevano di nuovo prestare ascolto agli altri ed elaborare gli argomenti aggiuntivisi o indicati. Mitspielen vuoi dire «giocare con gli altri», non solo gli attori giocano fra di loro e con il pubblico, ma il pubblico gioca con gli attori. Alcuni giocano tra gli spettatori e tra il gruppo degli attori, così come questi due gruppi giocano l'uno con l'altro. Nel quadro di questa descrizione non posso addentrarmi nei molti punti di contatto tra lo psicodramma e il Mitspiel: anche se si tratta di due diverse operazioni pratiche sviluppatesi indipendentemente, potrebbero comunque crearsi delle correlazioni. Se qualcosa si è reso visibile in questi Mitspiele rappresentati in normali teatri cittadini per un normale pubblico di abbonati, questo era la disponibilità del pubblico di cogliere l'offerta di una partecipazione al gioco nel quadro di un'azione scenica. La popolarizzazione dei metodi di recitazione è del tutto possibile. La scherzosa sentenza: «Recita tu stesso come esercizio libero» che io usai una volta in una di queste rappresentazioni, indica una prospettiva verso il «teatro nella vita», nel quale noi tutti recitiamo molti ruoli. Rimane però da sviluppare la consapevolezza e la riflessione del «gioco dei ruoli».
La prassi dello Psicodramma
Fra i tanti metodi dello psicodramma, che vengono usati al di fuori della psichiatria, vi è la tecnica del «Gioco dei ruoli», che, per esempio, è stata assunta dall'American Management Association nel suo programma di istruzione. Già nel primo anno più di duemila uomini d'affari presero parte ai corsi di «Gioco dei ruoli» di questa società. «Noi siamo dell'opinione che il gioco dei ruoli sia uno dei più efficaci metodi di comunicazione che noi si possa insegnare», dice uno dei direttori del corso «gestori d'aziende» di questo gruppo. La Gulf-Oil Company di Pittsburg istruisce il proprio personale di sorveglianza con il metodo del «Gioco dei ruoli». Hudson, capo dei grandi magazzini fa fare più volte l'anno ai suoi ottomila dipendenti un corso di un giorno di «Gioco dei ruoli», al fine di aumentare la loro abilità nelle vendite. Una situazione standard è questa: una partecipante al corso interpreta una cliente che cerca un cappello, un'altra assume il ruolo dell'amica della cliente alla quale non piace nessuno dei cappelli e che la sconsiglia dal comprare, una terza recita la commessa il cui compito è di contrapporsi alla cliente ed alla sua consigliera e tuttavia di vendere un cappello. Certo una scena semplice, ma adatta allo scopo.
Il senso più profondo del «Gioco dei ruoli» è quello di acquisire attraverso "lo scambio dei ruoli una introspezione nel ruolo della "psiche di altre persone; agire sul palcoscenico o nella vita reale nel ruolo di altre persone, per poterle capire. Così un direttore recita per tutto un giorno un operaio, oppure un direttore di giornali un giornalaio, o un dirigente aziendale un rappresentante, per acquisire in concreto comprensione per gli altri. Il «Gioco dei ruoli», in senso più ampio può essere usato nell'unione coniugale o nell'allevare i bambini. La varietà dei metodi psicodrammatici è ampia, finora si sono contati trecentocinquantuno procedimenti. Solamente i più importanti possono essere menzionati.
Prima di tutto c'è da specificare lo schema-base della psicodrammaturgia: il processo dell'azione si suddivide in tre fasi: 1) la fase preparativa, del «riscaldamento» del gruppo che dovrebbe stabilire la scelta di un problema comune e di un interprete adatto.
2) la rappresentazione stessa.
3) la partecipazione terapeutica del gruppo: la discussione.
Ervärmen (riscaldarsi) questa espressione è derivata dall'americano «warming up», questa fase è indispensabile per il funzionamento del gioco. Il più difficile è l'inizio: pochi sono di per sé disposti e in grado di partecipare ad una rappresentazione o azione scenica all'improvviso. Occorre superare le barriere del ritegno, la paura di scoprirsi e di fallire, poi «l'horror vacui», conosciuto da quegli attori che hanno improvvisato per un pubblico. Un vero pubblico nello psicodramma non vi è: tutti vi partecipano, scelgono un problema, che sia il loro, non solo quello di un singolo. Questa autentica partecipazione del gruppo, dove ognuno conosce le stesse difficoltà, quelle che il protagonista rappresenta, incoraggia il partecipante.
Per entrare nel dramma, per preparare l'effettiva rappresentazione sono stati elaborati i metodi dell'auto-conversazione, del rispecchiamento, dell'imitatore. Dato che il protagonista abbisogna di partners per la propria scena, sono previsti «aiutanti terapeutici», i cosidetti «auto-aiuti» - in americano meglio definiti come «auxiliary ego» - la cui funzione è in parte simile a quella degli attori: devono recitare i ruoli che il paziente desidera o necessita, hanno tuttavia la possibilità di guidare e influenzare il soggetto — e a volte di assumere il ruolo di un osservatore sociale. Nel metodo del rispecchiamento l'auxiliary-ego si addestra all'imitazione del protagonista: imita il suo comportamento, lo mostra così come gli altri lo vedono. Il metodo dell'imitatore è simile: da al malato un secondo io, lo doppia e con questo lo aiuta a, riconoscere se stesso. L'imitatore può anche munire il paziente di un aiuto-inconscio. La guida terapeutica, in qualità di direttore del gioco, sarà sempre pronta a recepire ogni cenno del soggetto e a valorizzarlo per la continuità dell'azione; come terapeuta farà sempre attenzione ad identificare il gioco con la vita del paziente e a non perdere mai il contatto con il pubblico, cioè il gruppo. In qualità di terapeuta gli è permesso, a volte, di provocare il soggetto, di scherzare e di ridere: a momenti diverrà così passivo che la seduta sembrerà condotta dal paziente. Come analitico può completare la propria opinione con quelle dei suoi aiutanti-terapeutici ed attraverso le risposte del pubblico.
Il pubblico, la reazione del gruppo, ossia la sua azione giunge al suo sviluppo nella terza fase: mentre dapprima da risonanza di sé con osservazioni, e opera così delle correzioni, nella fase finale rappresenta se stesso nel suo « sindrome collettivo »: convalida o critica la rappresentazione del protagonista, arricchisce l'avvenimento con le proprie esperienze, con nuovi dettagli e varianti, controlla la veridicità, l'autenticità della rappresentazione e neutralizza la singolarità accentuata del protagonista, lo reintegra di nuovo nel gruppo.
Imparare di nuovo a giocare come giocano i bambini - realizzare se stessi in un gioco che non faccia differenze tra il reale, l'immaginario e il presunto - questo fattore determina la concezione dello psicodramma. Il pensiero di fondo è di seducente semplicità: la nostra vita individuale è indissolubilmente legata al comportamento del gruppo; l'intreccio di relazioni all'interno del gruppo nel quale viviamo - dalla famiglia al gruppo professionale determina il nostro sviluppo e la nostra salute. «Giocare guarisce». Occorre solo essere capaci di giocare. Questo è l'insegnamento di Jakob Levi Moreno.