A VIENNA LA SCUOLA IPOD INFIORA E RINFRESCA LA LAPIDE DI MORENO

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Il giorno dopo aver presentato la nuova versione di Generazioni d'amore all'Istutito Italiano di Cultura a Vienna, Luciana Santioli (che ha letto con brillantezza una pagina sui gioielli che ha ricevuto nei decenni della love-story con Rosati) , Francesco Marzano, Lia Filippi e la fotografa d'arte Vanessa Rusci, hanno fatto un omaggio floreale e un rinfresco acquatico alla lapide di Moreno al cimitero di Vienna. Per una piccola sincronicità, Rosati ha appurato essere nata in Romania la ragazza addetta al giardino che gli ha prestato il suo tubo per creare un effetto pioggia sulla lapide di marmo dove Moreno ha voluto incidere la sua celebre autodescrizione: J. L. MORENO, L'UOMO CHE HA INTRODOTTO LA GIOIA E LE RISATE IN PSICHIATRIA.

Per la storia di Moreno che, col passare degli anni in Europa riceve sempre più attenzioni e riconoscimenti in quanto pioniere della psicoterapia di gruppo, il libro più interessante è ancora Il profeta dello psicodramma (Di Renzo editore, Roma).

il profeta dello psicodramma

Jacob Moreno Levy, psichiatra, psicologo, filosofo, sociologo e padre dello Psicodramma e degli Action Methods, è considerato il protagonista della terza rivoluzione psichiatrica dopo quelle di Binet e Freud per aver introdotto un modello inter-personale della personalità contrapposto a quello intra-personale di Freud. Affiancò al concetto di transfert quello di 'tele' inteso come empatia reciproca tra due soggetti. Secondo Ottavio Rosati, formulando il concetto di rete, Moreno intuì e profetizzò l'avvento di Internet. Molte delle tecniche e strategie di lavoro nei gruppi (dal gioco di ruolo alla ristrutturazione psicodrammatica di sogni e avvenimenti) sono stati acquisiti da diversi approcci e scuole di psicoterapia (dalla Gestalt Therapy fino alla Terapia Sistemico-relazionale) spesso senza riconoscere la sua paternità. Come persona, Moreno fu un individuo carismatico, esuberante e caloroso. In lui coesistevano l'istrionismo del teatrante di genio e l'amore per l'umanità dell'uomo di fede vicino alle persone. Nacque a Bucarest da una famiglia di commercianti di religione ebraica, provenienti originariamente dalla Turchia ed emigrati in Romania. Trasferitosi a Vienna, ai tempi dell'impero austro-ungarico di Francesco Giuseppe I, Moreno si trovò immerso in una realtà multietnica e multilinguistica, impregnata di una effervescente vitalità artistica e teatrale. La sua infanzia fu caratterizzata da una situazione familiare difficile, dovuta alla lontananza del padre e all'inadeguatezza della madre ma pure a un amore per il gioco, il canto e la conoscenza di varie lingue, tra le quali il giudeo-spagnolo. Da giovane ebbe una forte vocazione spirituale calata in varie forme di volontariato sociale e fu attivo come leader di minoranze. Si trasferì a Vienna nel 1905, dove studiò medicinamatematica e filosofia; nel 1912 assistette a una lezione di Freud, al quale disse le celebri paroleː Ebbene, dottor Freud, io comincio dove lei finisce. Lei incontra le persone nel setting artificiale del suo ufficio. Io le incontro nelle strade e nelle loro case, nel loro ambiente. Lei analizza i loro sogni. Io do loro il coraggio di sognare ancora. Lei le analizza e le scompone. Io consento loro di agire i loro ruoli conflittuali e le aiuto a comporre le parti separate

Nella sua autobiografia dichiara che tra il 1908 e il 1914 nacque "la Religione dell'Incontro" ad opera di un gruppo di cinque giovani impegnati a condividere l'anonimato, l'amore e la generosità per tutti quelli che incontravano. Nel 1915 Moreno aiutò in forma di volontariato un gruppo di prostitute emarginate e prive di diritti e rimase sconvolto quando gli dissero che la polizia impediva loro l'uso di bottoni rossi perché avrebbero richiamato l'attenzione dei passanti. Moreno iniziò a capire l'importanza terapeutica che una persona può svolgere per un'altra. Questa sua attività era simile al servizio sociale fu da alcuni confusa con quella di un sindacato. Tra il 1914 e il 1915 pubblicò tre piccoli libri dal titolo "Invito a un incontro" con le sue idee di base: l'importanza del creatore rispetto alla sua creazione, il concetto di inversione di ruolo (che diventerà una tecnica fondamentale dello psicodramma) e la nozione di incontro, inteso come esperienza interpersonale profonda.

Laureato in medicina nel 1917, all'università di Vienna, iniziò ad esercitare la professione negli anni della prima guerra mondiale, lavorando prima in un campo di rifugiati in AustriaMittendorf, dove erano evacuate molte famiglie italiane del Trentino, e successivamente a Znolnok, in Ungheria. Qui iniziò a indagare le potenzialità della sociometria, intesa come lo studio delle relazioni che legano i componenti dei gruppi e i vari gruppi tra loro. Scoprì che l'intervento sull'atomo sociale può avere un effetto terapeutico di grande efficacia per il benessere dei singoli e dei gruppi.

Nel primo dopoguerra, riprese la sua attività di medico e di ricercatore e frequentò alcuni celebri luoghi di ritrovo (cafés de Vienne) dove fondò la rivista Daimon (1918-1922) assieme a importanti collaboratori, quali Alfred Adler, con il quale conserverà una lunga amicizia, Arthur SchnitzlerFranz WerfelMartin Buber, e Max Brod. Il titolo della rivista fa riferimento alla parola greca "Demone" o Genio che indica sia lo spirito buono che quello cattivo che convivono nell'essere umano. Su Daimon, Moreno introdusse lo psicodramma con tre dialoghi considerati protocolli assiodrammatici cioè con un fondamento etico-morale più che clinico scientifico.

Un'accurata indagine dolciaria sul campo a cura di Francesco Marzano (voluta dall'Istituto Italiano di Cultura a Vienna e da Plays Italia) ha appurato che la sede degli incontri letterari di Moreno non era il caffè dell'Hotel Sacher davanti alla Staatsoper ma una qualche locanda del Bosco di Vienna caro ad Arthur Schnitzler, legato alla cotoletta che prende nome dall'autore di Girotondo, l'inquietante doppio letterario di Freud.

sachertorte


Nel 1918 Moreno divenne ufficiale sanitario a Bad Vöslau, a 40 chilometri a sud di Vienna. Qui abitò in una casa all'indirizzo di Maital 4 a cui rimase sempre affettivamente legato e che è ora monumento protetto in sua memoria. Gestì l'incarico di medico di fabbrica, lavoro che gli rendeva abbastanza da permettergli di prestare i suoi servizi gratuitamente agli abitanti del paese. Durante questo periodo, conobbe Marianne Lornitzo, sua segretaria, amante e musa. Nel 1919 pubblica il nuovo Daimon col titolo "Die Gefahrten" (i Compagni) ospitando lavori di Franz Blei, Ernest Bloch (compositore e filosofo della musica), Paul Claudel e Martin Buber. Nel 1920 Moreno scrisse "Le parole del padre", un testo poetico, spirituale e onirico, centrato sull'archetipo del Padre, della Creazione e della Divinità. Joe Quercia nel 2014 ha curato l’edizione italiana del libro per le edizioni Phasar.

Moreno fondò il teatro della spontaneità a Vienna. La sera del 1 aprile 1921 ebbe luogo la prima dimostrazione di quello che in seguito venne chiamato sociodramma: Moreno lasciò una poltrona vuota sul palcoscenico del Komodienhaus invitando i presenti a sedervisi e ad agire il ruolo del Re.

In seguito a questo esperimento drammaturgico, Moreno ideò un bizzarro Teatro a pianta centrale con palchetti a corolla e lo presentò a Vienna all'Esposizione Internazionale delle Nuove Tecniche di Teatro organizzata dall'architetto Fredrich Kiesler nel 1924. Poiché anche Kiesler presentò all'Esposizione un suo teatro circolare realizzato in legno e a grandezza naturale, Moreno lo accusò di avergli copiato l'idea. Il conflitto tra l'architetto e il medico-filosofo-regista fu così acceso che finì in tribunale. Secondo quanto Zerka Toeman Moreno raccontò a Fernanda Pivano a New York ngli anni Ottanta, nel teatro di Kiesler uno spettatore si muoveva su uno scivolo che permetteva di cambiare il suo punto di vista, un po’ come sul Carosello del Prater. Una caricatura uscita sui giornali mostra un match di boxe tra gli autori dei due progetti, in cima al teatro di Kiesler, animato da un forte dinamismo, un po' surreale, un po' espressionista.

In omaggio a Morno e in onore dell'asse Roma-Vienna, Ottavio Rosati ha scritto e diretto (con la canzone originale Pappagalli Pappagà  di Lelio Luttazzi) i cinque teaser del film Cacatoa, un pappagiallo europeo che narra l'incontro tra il pappagallo romano Romolo e la pappastar viennese Sissy appartenenti a uno psicodrammatista romano e a un tenore viennese della Wiener Volksoper che canta nel Fledermaus con la sua cacatoa sulla spalla.

Per la pagina sul film Cacatoa clicca qui. Per la directory dei video sul canale YouTube ipodplays clicca qui. 

cacatoa un pappagiallo europeo

Negli anni successivi Moreno lascia Vienna e inizia la fase americana della sua vita che porterà all’affermazione dello psicodramma nel mondo a partir dal Teatro di Psicodramma di Beacon.
Ma questa è un'altra storia.

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