IL TEATRO DELL TEMPO

- Categoria: Futuro

L’efficacia del gioco sulla soluzione dei conflitti e sulla salute del paziente non dipende solo dalla comprensione mentale dei problemi emersi ma dal coinvolgimento emotivo. I momenti di catarsi implicano forti sensazioni del corpo ed emozioni eccezionali. Jung sosteneva che senza emozione e sentimento non è possibile alcuna trasformazione psichica.  Ma come arrivare a questo?

Il terapeuta, per curare la psiche, lavora con movimenti, immagini, oggetti, luci, musica, riprese video. Questi mezzi facilitatori corrispondono al repertorio di analisi, farmaci, alimentazione e vitamine con cui il medico cura il corpo. Negli ospedali, oltre ai reparti di degenza, abbiamo sale di rianimazione, sale operatorie, laboratori di analisi, reparti di radiologia e altro, pieni di strumenti sempre più straordinari. Perché alla psiche, gemella del corpo, spetta solo una stanza con luci fisse, tavolo e sedie?

All’estero sono stati realizzati da anni dei veri e propri “Teatri di psicodramma” a partire da quello del Moreno Institute di Beacon (New York) che facilitano questo lavoro e lo portano a un livello di eccellenza. Spazi non piccoli (come normali stanze) ma nemmeno dispersivi (come aule o palestre) ma di media grandezza. Spazi circondati dal verde, dove un gruppo può agire col corpo e muoversi. Dove, a differenza dei normali teatri, può anche entrare al momento giusto la luce del Sole. Dove sono collocati schermi e spot mobili facili da muovere. Spazi con pavimenti soffici su cui sdraiarsi o rotolare il corpo. Dove la separazione tra palco e platea è suscettibile di continue trasformazioni. Dove al posto di una videocamera fissa sono installate diverse minicamere che permettono una ripresa multiangolo in iPOV3.

 

E’ anche possibile una terza fase. Quella di un nuovo campo di ricerca e lavoro attraverso i Social Media. Il primo ospedale che realizzerà un suo laboratorio di “redazione ed edizione” di questi lavori, aiutando i pazienti a farli circolare, passerà alla Storia della Medicina.

L’approccio dell’EMDR (Eyes Movements Desensitivation and Reprograming), messo a punto con enorme risonanza ed efficacia clinica da Francine Shapiro negli anni Ottanta, ha permesso di salvare migliaia di soggetti che soffrivano di PTSD. La stessa tecnica può servire a far emergere ed elaborare traumi meno massicci ed evidenti di quelli che avvengono in guerra o durante un incidente.

Esistono traumi da abuso sessuale o relazionale, traumi da trascuratezza, traumi cumulativi causati da sottili e continue manipolazioni affettive. Molti possono essere individuati e risolti da metodi terapeutici come lo psicodramma o l’EMDR. Particolarmente potente è la combinazione dei due approcci che consente di scendere in fondo a un pozzo per raccogliere i frammenti di cristallo del Sé. E per riportarli alla luce e ricombinarli nella scrittura terapeutica.

Il teatro di Psicodramma che abbiamo delineato in onore di un grande architetto come Sottsass può essere utile anche a psicologi e psicoterapeuti attivi in altri settori. La comprensione delle tecniche attive di gioco e incontro è, infatti, efficace in molti altri ambiti di lavoro e permetterebbe di arricchire le competenze di tutti.

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