(risate)

L: però ricordo uno…

O: sì me lo ricordo sìsì

L: che cosa?

O: che c’era il professor Rosati lo psicodramma a Catania… io suonavo

L: psicodrammatici… con tua sorella

O: sìsì mi ricordo, ci vedemmo lì

L: hai fatto dei cambiamenti incredibili da quando ci conoscemmo lì al Costanzo show, sei cresciuto e questa è una cosa importante… comunque questa scelta che hai fatto mi piace alquanto, fammi sapere dove starai che…ci mettiamo d’accordo. Tu l’hai visto “le palme in acqua”?

O: come no mi piacciono tantissimo

L: le palme in acqua sono bellissime, devi stare attento perché c’era la prima…lì... non avere problemi che sono tutti sereni

O: quindi in pratica fai una scelta contemplativa

L: assolutamente sì, era il momento di iniziare a fare questa cosa chiudere i ponti con tutto un assillo finto, fasullo

O: ma sai che c’è? Dopo che tu hai dato tanto tanto tanto al tuo pubblico ti puoi concedere l’esperienza del vuoto

L: no, stronzate, tanto tanto tanto no ci sono cose più importanti, Tobia, Montalcini, persone, persone come lei dottor Rosati

O: uhhh cazzatine

L: nono invece ecco queste sono come dire persone in una continua ricerca

O: no no però non ho capito, dare felicità e la gioia alla gente è molto importante

L: ma non dai la felicità o la gioia (se ti rende felice…) cerchi di alleggerire un momento

O: ma lo hai saputo che hanno fatto santo Totò?

L: beh, era ora però eh

O: Era ora io sempre l’ho detto!

L: Era ora, era ora

O: se una persona aumenta la felicità della gente è un santo…sai quanti intellettuali sono degli scassaballe incredibili?

L: nono gli intellettuali no…beh forse si è esagerato in Italia ci si allargava…qui non c’è un termine voglio dire come in Francia…qua ci si fanno le pippe con la parola intellettuale….negli anni sessanta e settanta si c’erano persone atte a mettersi in discussione in prima fila e su pagine di quotidiani con direttori non venduti o quantomeno non come oggi…

O: ho incontrato lì al club l’altro giorno uno scrittore famoso e ha detto io pure io sono venuto qua

L: *sobbalza per scherzo ed esclama, qualche secondo di caos e divertimento*

O: oh cazzo! Quando sto per dire qualcosa di interessante…dicevo ho trovato quel tizio lì al club che ha detto sono venuto qui perché proprio ero sopraffatto dalla nausea…gli ho detto: per me non è così grave però certo la ricerca della pace, della natura…l’ho sentita molto profondamente…

(cenni di assenso dei ragazzi tutto intorno a loro simulano degli alberi scossi dal vento, oppure degli spettri)

O: hai notizie dell’Italia?

L: no, non è che mi riguardano poi tanto…le notizie…

O: ma il satellite l’hai preso tu o no?

L: no no, non ho notizie satellite dell’Italia, proprio una specie di omicidio premeditato

O: sai una cosa bellissima che qui non ci conosce nessuno

L: menomale, ah…ma io te la posso dire una cosa? 

O: che peso io, che peso

L: ti posso dire una cosa? Che anche quando in Italia mi conoscevano io andavo a fare tranquillamente aperitivo, manciari non mi è mai piaciuto… (pubblico ride)

O: beh…

L: si dice manciari, mangiare

O: dove si può andare a mangiare qualcosa di buono?

L: Guarda c’è un ristorantino dentro una specie di albergo dove fanno il pesce tagliato...ce l'hai presente quello che mangiano gli uomini mascolini a Catania?

O: Sì

L: Ecco stranamente tutto il mondo è paese, lo fanno con un pesce più grande che è quasi la stessa cosa, poi ci mettono un’anticchia di limone, il lime, che non hanno i limoni grossi come i nostri e poi una bella insalata

O: Beh dev'essere buono guarda quanta gente c'è

L: Forse per l’ora è il caldo.

O: Andiamo?

L: Dove?

O: Al ristorante

(si alzano, camminano, applausi)

O: Come tanti specchi...naturalmente nel rispecchiamento che fanno, c'è sempre una deformazione soggettiva è evidente perché ognuno nota solo quello che si può vedere solo ci che è dentro di noi

L: E' uno specchio... uno specchio in tanti...Come si chiama quel tanti, quel binocolo con tanti

O: Caleidoscopio

O: Non è proprio un caleidoscopio, diciamo che è più una polifonia di rispecchiamenti perché a differenza del caleidoscopio non è simmetrico ed è aperto su un oggetto e quell'oggetto sei tu. Però è una polifonia, nel senso che parlando loro diranno delle cose che riguardano sia te sia sé stessi, però in questa frastagliatura ci può essere qualcosa di interessante

L: può anche essere che sono una specie di, detto in paroloni, di parafulmine? Cioè che su di me ci sono delle cose loro che alcuni lo sanno, alcuni invece le rifiutano...

O: Infatti succede questo, che nel portare avanti la dinamica del gioco da qualunque osservazione che qualunque persona del gruppo può fare si potrebbe partire per fare (grazie) veramente un altro psicodramma ancora volendo

L: sì certo tutto può essere...

O: da storia nasce storia e così via...Tuttavia anche se questo elemento soggettivo è da tenere presente perché si può dire solo ciò che è già dentro di noi è anche vero che il rispecchiamento ci da anche alcune informazioni su ciò che è già dentro di noi... poi sta a noi fare la tara e prendere quello che ci serve e rifiutare quello che non ci serve...appunto, la parola a voi

Pubblico: Beh secondo me quando Leo ha fatto

L: un attimo che prendo il microfono

O: quanto TU

P: Secondo me quando hai fatto l'incontro con il signore che non mi ricordo

O: Scusa una premessa, non si risponde ai rispecchiamenti

P: No, io è l'impressione che ho avuto vedendo questa cosa.

O: Uno vede quello che c'è, poi se gli serve lo piglia sennò lo lascia là...la sapete la storia di Buddha e del bramino che lo provocava...perché voleva aizzarlo a una disputa dialettica cui Buddha non era d'accordo... e allora Buddha gli fa, senti bramino: se vengono dei parenti tu gli prepari da mangiare? Sì. E se poi non vengono tutte queste cose che hai preparato che fai le butti o te le tieni e le mangi tu? Beh, naturalmente le tengo e me le mangio... ecco così io faccio, tutto quello che tu stai dicendo, se mi irrita, io semplicemente non lo raccolgo, per colpa tua non mi siedo a tavola con te. Perciò non c'è bisogno di rintuzzare, se serve serve, altrimenti non si mangia

P: Allora secondo me quando hai fatto l'incontro con il tuo concittadino hai cercato in lui una conferma, un appoggio perché non sei sicuro e certo della scelta che vorresti fare e infatti hai risposto tu per lui che anche tu avevi le palle piene di questo governo di questo conflitto che avevi dentro....quindi volevi da lui una conferma, un appoggio, ti ha fatto piacere incontrarlo e hai iniziato questo camminio con lui come una spalla su cui appoggiarti, perché in realtà hai paura di fare questo passo per non trovarti da solo

O: Va bene, giriamo...si possono dire anche solo cose che si sono viste, non necessariamente dando interpretazioni

P2: Io...sì, ciò che ho visto è stato in certi momenti un senso di serenità in particolare quando hai detto qua non ci riconosce nessuno c'è stato quel menomale, io ho sentito una serenità nel non essere visti, nel non avere un peso, quasi un'oppressione, ho sentito molto questa liberazione da tutti questi pesi

O: prego

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